|

LATTACCO FRANCESE DEL 1793
Nel 1792 il Regno di Sardegna si univa alla coalizione raccoltasi
per contrastare la Francia rivoluzionaria. Tale scelta era stata
suggerita dallincombente minaccia rappresentata dallingombrante
potenza doltralpe, che già altre volte aveva mostrato
daspirare al possesso della Savoia e della Contea di Nizza.
La reazione della Repubblica francese non si era fatta attendere:
il territorio savoiardo era stato rapidamente occupato. Così
Nizza e gli altri pochi porti continentali del Regno, conquistati
anche con laiuto di una squadra navale comandata dallAmmiraglio
Truguet.
Fu proprio questa flotta, rinforzata da unaltra guidata dallAmmiraglio
Latouche-Tréville, a presentarsi alla fine dello stesso anno
a Sud della Sardegna allo scopo di tentare linvasione dellIsola.
I Francesi simpadronirono senza alcuna difficoltà delle
isole di San Pietro e di SantAntioco. Il 22 gennaio 1793 ben
11 vascelli, 6 fregate e 3 corvette si presentarono nel Golfo di
Cagliari.
La mattina del 24 inviarono una scialuppa per trattare la resa della
piazzaforte. I Miliziani e gli artiglieri volontari bersagliarono
di colpi limbarcazione. Pochi giorni dopo subì la stessa
sorte una lancia che aveva tentato di predare un peschereccio inviato
quale esca. Nello scontro i Francesi lamentarono una quarantina
di caduti.
La fortunata azione comportò unesemplare rappresaglia.
Il 27 gennaio 7 navi dalto bordo e 2 bombarde, unità
le cui artiglierie potevano scagliare, con tiro curvo, anche proiettili
esplosivi, per sei ore sottoposero la città ad un intenso
bombardamento. Il Castello era troppo lontano e le granate, per
errori nella temporizzazione della miccia, scoppiarono
ad alta quota. Frattanto, le batterie del porto respinsero il tentativo
di sbarco di una decina dimbarcazioni, danneggiando alcune
grandi unità.
A questo punto ebbe luogo una tregua: i Francesi ripararono i danni
subiti e furono raggiunti da altre 7 navi da guerra e da discreti
rifornimenti. I trasporti recavano a bordo altri 6000 soldati.
L11 febbraio fu sferrato un attacco anfibio che ricalcava
le direttrici di quello riuscito agli Spagnoli di Filippo V nel
1717. Dopo le operazioni sbarco, compiute sul litorale quartese
da circa 1000 uomini appoggiati da 3 vascelli e 3 bombarde, una
colonna si spinse sino al Margine Rosso. Il tentativo di prendere
labitato di Quartu SantElena fu vanificato dalla difesa
di un fortino improvvisato. La colonna si avviò dunque in
direzione di Cagliari, unendosi ad altri 3.000 fanti con alcuni
cannoni.
Il 14 febbraio fu il litorale di Calamosca ad esser sottoposto ad
un forte cannoneggiamento. La zona era difesa dallantica torre
costiera, dal Forte di SantIgnazio, costruito da poco e dal
Lazzaretto, usato come un ridotto. Ad aprire il fuoco fu la nave
dello stesso Truguet, appoggiata dal tiro di altri due vascelli.
Lattacco cadde nel nulla, poiché sia il forte che la
torre resistettero rispondendo efficacemente ai colpi.
Nello stesso tempo Cagliari veniva bombardata ancora una volta da
4 velieri e da una fregata bombardiera. Le navi spararono almeno
12000 colpi, ma il tiro fu corto ed il Castello non venne colpito.
Solo la Marina subì danni e vittime. Ciò non impedì
che due vascelli francesi fossero danneggiati dai colpi ben assestati
delle batterie portuali, caricate anche con palle arroventate.
I 3000 uomini della colonna proveniente dalla zona di Quartu erano
nel frattempo giunti sotto il colle di SantElia, dalla parte
della Sella del Diavolo e della stessa zona di Lluch toccata dagli
Iberici tanti anni prima. Nella notte i Francesi furono contrattaccati
da Miliziani nascosti tra i cespugli, finendo per spararsi persino
tra loro presi dal panico.
Il 17 febbraio un violento vento di tempesta sconvolgeva la flotta
attaccante. 10 giorni dopo, imbarcati finché possibile i
superstiti, la squadra lasciava definitivamente il Golfo degli Angeli.
Il terzo attacco subìto da Cagliari nel XVIII secolo era
fallito.
Un ufficiale del Corpo Reale Artiglieria Sabauda
|