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IL PARCO DELLE RIMEMBRANZE DI CAGLIARI
Situato lungo la Via Sonnino, nei pressi dell'antico giardino di
San Lucifero, il Sacrario dei Caduti faceva parte di un complesso
di opere concepite durante la gestione podestarile di Enrico Endrich,
destinate al miglioramento ed alla valorizzazione di alcune zone
della città.
La sua inaugurazione ebbe luogo nel 1935. Per la sua realizzazione
Endrich si avvalse della collaborazione del giovane Ubaldo Badas
che, malgrado non avesse il titolo di architetto e non fosse stato
assunto nell'ufficio tecnico del Comune di Cagliari con tale qualifica,
era apprezzato "per la sua spiccata capacità di progettista
e la squisita finezza del suo gusto".
L'ingresso del sacrario è monumentale, costituito da due
alte pareti longitudinali alla base delle quali sono quattro sfere,
legate da catene ornamentali smontabili. I bastioni, alti nove metri,
hanno lo zoccolo in granito sardo, terminano con una scure littoria,
e recano sul doppio lato quattro fasciature in travertino romano
e pietra di Serrenti. Quì, scolpiti a grosse lettere, riecheggiano
i luoghi e le battaglie della prima guerra mondiale.
La svelta cancellata, in ferro e rame, chiude idealmente il primo
corpo della costruzione dedicato alle pagine della storia. Il secondo
corpo, in calcare di Bonaria, consta di una corsia fiancheggiata
nella parte iniziale da due corpi cilindrici sui quali erano affisse
le scuri di un fascio littorio. Per tutta la lunghezza del corridoio
stava una teoria di aste per gagliardetti di combattimento e fiamme.
La corsia si conclude nell'esedra-abside che racchiude al suo interno
la cappella votiva dominata da una croce bronzea sullaltare.
Sulle pareti sono incisi i nomi dei quattrocento caduti cagliaritani.
Al centro primeggiano quelli delle due Medaglie d'Oro Alberto Riva
Villa Santa e Attilio Mereu. Su tutti sovrasta la scritta PRESENTE,
che "esprime il concetto fascista della vita che non muore".
Fondamentale la scelta del materiale lapidico adoperato per l'esedra:
la trachite rossa di Banari (SS) e il calcare cristallino di Bonaria,
che riproducono visibilmente i colori delle mostrine della Brigata
Sassari e nello stesso tempo evocano la bicromia delle chiese romanico
pisane che caratterizzano così felicemente il panorama isolano.
Ipotesi, quest'ultima, che sembra trovare conferma nell'impianto
del monumento, dal momento che, se si osserva dall'alto l'intero
complesso, l'immagine che ne scaturisce è proprio quella
di una chiesa, ad una sola navata, terminante con abside, riassunta
nell'essenzialità delle sue strutture.
Con il Sacrario dei Caduti, Badas concepì un'opera veramente
innovativa. La monumentalistica prodotta fino ad allora in Sardegna
era ancora troppo legata ai linguaggi figurativi del passato. Questi,
certamente informato sui dibattiti in corso a livello nazionale
circa l'opportunità d'un rinnovamento dell'architettura commemorativa,
fu con il suo talento capace di svecchiarla dagli eccessivi simbolismi,
dal "disordine naturalistico" del Liberty, o da un classicismo
eccessivamente archeologico, per dare vita a un opera improntata
a criteri di sobrietà e razionalità ma soprattutto
degna di essere annoverata in Italia fra le più originali
ed interessanti nel suo genere.
la Grande Guerra dei Sardi al Parco delle Rimembranze di Cagliari
(Fototeca CMSC)
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