

Il
territorio comunale di Guspini si estende dall'estremità meridionale del
golfo di Oristano fino ai contrafforti montagnosi dell'Arburese-Iglesiente,
interessando un'area di circa 175 kmq che, nel Medioevo, rientrava nell'ambito
della curatoria di Bonorzuli, la quale, sino al 1409, anno della disfatta
di Sanluri, fece parte del giudicato d'Arborea, risultando inoltre tributaria,
insieme al Monreale,della diocesi di Terralba. Come evidenzia la cartografia,
si trattava di un vasto distretto, compreso fra il Campidano di Simaxis
e la curatoria cagliaritana del Sigerro, delimitato ad est dal Parte Montis
e dal Monreale, e ad ovest dal lungo arco costiero che corre dallo stagno
di S'Ena Arrubia fino a Capo Pecora. Il Bonorzuli rivestiva quindi non poca
rilevanza sul piano militare, economico e commerciale, data la presenza
di ricchi giacimenti argentiferi, di un buon porto e di importanti vie di
comunicazione. A confermare la notevole valenza di questo contesto territoriale
concorrono le fonti scritte, le quali accertano che nella prima metà del
XIV secolo ospitava diverse ville e un buon numero di nuclei rurali minori,
tra "domus", "curtis" e "domestie". Questa situazione di relativo benessere
venne purtroppo compromessa dalla lunga guerra fra l'Arborea e l'Aragona,
dalle epidemie di peste e dalle carestie, tanto che nel secondo decennio
del secolo XV sopravvivevano solo i villaggi di Guspini, Terralba e Uras.
Con la caduta del Giudicato, l'antica curatoria arborense fu amministrata
per qualche tempo da funzionari regi e successivamente annessa alla contea
di Quirra che era infeudata a Berengario Carroz. Durante la fase feudale
la decadenza del Bonorcili si accrebbe ulteriormente, raggiungendo il culmine
nel 1503, anno in cui la sede vescovile di Terralba fu soppressa, per cui
il Bonorcili ed il Monreale furono incorporati nella diocesi di Ales. |