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Pagine di storia davvero poco conosciute
quelle rievocate dalla manifestazione qui presentata. L'idea scaturisce
dal proposito di sottoporre all'attenzione del grande pubblico un aspetto
poco conosciuto del medioevo sardo, legato alla mitica epopea degli Ordini
Monastico-cavallereschi. L'evento, organizzato dal Comune e dalla Pro
Loco di Guspini col concorso del Club
Modellismo Storico Cagliari nell'ambito del progetto "Guspini,
le risorse della Memoria", si articola in una mostra storica allestita
nella suggestiva chiesa medioevale di Santa Maria di Malta, forse appartenuta
proprio all'Ordine Templare, ed in una giornata di studi, nel corso della
quale autorevoli studiosi avranno modo di confrontarsi, facendo il punto
sulla presenza dei monaci-cavalieri nella Sardegna medioevale, riservando
un'attenzione particolare al territorio di Guspini.
SOLDATI DI CRISTO
L'origine dei Cavalieri Templari è avvolta nel mitico
manto della leggenda. Essa risalirebbe al 1118, quando in Gerusalemme
liberata dal ferro crociato, un cavaliere di lingua francese, Hugues de
Payns, si sarebbe presentato, assieme ad altri sette seguaci, al cospetto
di Re Baldovino di Fiandra, definendosi Pauperes milites Christi, "Poveri
soldati di Cristo". Re Baldovino accettò il voto ch'essi formularono:
difendere dagli uomini di Allah i luoghi santi ed i pellegrini che vi
si recavano. A loro disposizione il monarca lasciò la moschea di al-Aqsa,
sul lato meridionale dell'haram esh-Sharif o "nobile recinto": la "spianata"
del favoloso Tempio che fu
di Salomone. Insediandovisi, questi coraggiosi cavalieri furono quasi
subito chiamati milites Templi, Templarii. Nel 1129, il Concilio di Troyes,
presieduto da Papa Onorio II, approvandone la regola riconobbe e conferì
numerosi privilegi alla nova Militia. Fu forse addirittura Bernardo di
Chiaravalle ad ispirare, se non proprio a comporre, quell'insieme spartano
di articoli e principi. Ben presto quell'originale organizzazione di idealisti,
che ai tradizionali voti monastici di povertà, castità e obbedienza, aveva
aggiunto la lotta senza quartiere ai nemici di Dio, ammetterà fra le sue
file cavalieri laici e sacerdoti ma anche scudieri e combattenti estranei
alla nobiltà, ovunque coprendosi di gloria. Alla fine del 1200 si conteranno
ben 15.000 Templari, distribuiti fra Medio Oriente ed Europa, evidente
testimonianza del successo riscosso dalla loro formula. In pace, la loro
principale attività fu quella propria delle banche d'oggi: custodire le
finanze e le ricchezze altrui, prendere in appalto la riscossione delle
tasse, riscuotere crediti, effettuare prestiti. Un'attività cui si dedicarono
con altrettanto impegno, serietà e successo, tali da suscitare non solo
ammirazione, ma anche diffidenza, invidia, e ostilità. I risultati del
copioso veleno sparso a piene mani da nemici e detrattori non si fecero
attendere: quando l'utilità dei cavalieri fu messa in dubbio, la loro
fine era già segnata. Il 13 ottobre 1307, con un fulmineo colpo di mano,
venivano arrestati in una sola notte tutti i cavalieri residenti nel regno
di Francia, e sottoposti dal Re Filippo il Bello, con l'approvazione del
Papa Clemente V, ad una serie di processi ignominiosi. Dichiarati colpevoli
delle colpe più infamanti, molti cavalieri finirono sul rogo, il loro
glorioso ordine soppresso in tutta Europa. Si chiudeva una delle pagine
più esaltanti della cavalleria europea e si annunciava, forse anche
così, il tramonto d'un mondo e di un'epoca. L'eredità spirituale, morale
e materiale dei Templari non andò dispersa. Essa fu raccolta dall'Ordine
di Malta, destinato ad una vita ben più lunga ed a vicende meno tragiche.
Nato a Gerusalemme nei medesimi anni, si era insediato in un centro edificato
dagli Amalfitani e gestito dai Benedettini, attrezzato per ospitare i
pellegrini giunti dall'Europa: la Domus Hospitalis Sancti Iohannis Hierosolymitani.
Gli armati che da essa dipendevano, divenuti cavalieri, rappresentarono
un'altra avanguardia dei Crociati. Caduta Gerusalemme nel 1187, la sede
dell'ordine divenne San Giovanni d'Acri, quindi Cipro ed ancora Rodi,
presa nel 1308, "scoglio" contro gli attacchi dei Mamelucchi da Sud e
degli Ottomani da Nord. Fu allora che l'Ordine divenne anche una seria
potenza navale. Riconoscendo in ciò un grave ostacolo alla loro sete di
dominio, i Turchi assediarono duramente Rodi nel 1480 e nel 1522, riuscendo
infine ad espugnarla. Per otto lunghi anni i Cavalieri non avranno sede
fissa, solo nel 1530 Carlo V assegnerà loro l'arcipelago di Malta quale
feudo. Le isole rimarranno sotto il controllo dei Cavalieri fino alla
conquista napoleonica del 1798, quando l'Ordine sarà dichiarato decaduto
ed i componenti dispersi per l'Europa. Solo nel 1834, cessata ogni attività
militare ed
intensificata quella benefica e di assistenza ad infermi e feriti di guerra
di tutto il mondo, i Cavalieri potranno finalmente stabilirsi a Roma con
i medesimi diritti di uno Stato. La loro insegna è sempre la gloriosa
croce bianca ad 8 punte in campo rosso: la "Croce di Malta" eredita ed
interpreta, ancora oggi, valori e principi che il tempo e gli eventi non
hanno potuto cancellare.
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