

Il processo di realizzazione si è articolato in più fasi
successive, cominciando dalla ricerca, acquisizione e studio del
materiale iconografico, per l'individuazione delle
caratteristiche geometriche e strutturali dell'edificio.
Successivamente è stato realizzato il
modello geometrico (wireframe) tramite
l'utilizzo del programma di grafica tridimensionale AUTOCAD, che attraverso il suo
modellatore solido AME
(Advanced Modelling Extension), permette la composizione di
oggetti complessi per addizione, sottrazione o intersezione di
solidi elementari, quali sfere, cilindri e prismi.
Questo tipo di approccio al disegno ha consentito di
lavorare in maniera più intuitiva poichè, invece di considerare
punti e linee come elementi di base del modello, si sono
utilizzati volumi e superfici, assai più adatti alla
elaborazione di forme solide tridimensionali.
La workstation utilizzata per questa prima
parte è stata un computer Silicon Graphics Indigo 2 dotato di un processore
MIPS R5000 a 150 Mhz e di 96 Mbyte di memoria RAM.
Non essendo i dati generati dal
programma di disegno immediatamente adattabili alla navigazione
virtuale, è stato necessario convertirli in un formato che ne
assicurasse la piena compatibilità con i programmi utilizzati
per le elaborazioni successive.
Un computer Silicon Graphics Onyx
InfiniteReality equipaggiato con ben quattro processori MIPS
R10000 ed 1 Gigabyte di memoria RAM, attualmente la più
potente stazione grafica sul mercato, e' stata la nostra seconda
postazione. Questo elaboratore è servito per "vestire"
il castello e per collaudare la navigazione nello spazio che si
andava creando mano a mano che il progetto evolveva. L'utilizzo
di una macchina così potente, si è reso necessario data la
complessità raggiunta, stimabile in oltre 100.000 poligoni,
il cui calcolo in tempo reale non avrebbe consentito a computer
meno capaci di fornire la necessaria fluidità di movimento.
Per creare l'effetto "realtà " sono state
realizzate fotografie di varie superfici, quali muri, pietre e
vari tipi di legno, che sono state digitalizzate per mezzo di uno
scanner a colori e quindi archiviate in formato opportuno.
Le immagini così create (texture) hanno necessitato di
una ulteriore fase di elaborazione con un programma di
fotoritocco, per essere adattate alle singole esigenze.
Nell'ultima fase sono state "incollate"
le texture ottenute sulle diverse superfici del castello. Questa
operazione di sovrapposizione è stata eseguita con il programma WebspaceAuthor(SGI) ed altri software di
supporto.
Il cammino verso la realtà virtuale è dovuto passare infine
attraverso la creazione dell'ambiente circostante l'edificio e
l'opportuna applicazione di luci che, generando le ombre,
rendessero il tutto ulteriormente verosimile.
È indubbio che la disponibilità e l'uso delle tecnologie più
recenti offra nuovi e proficui scenari ai vari campi delle
ricerca, ma non va trascurato il fatto, anch'esso nuovo e se
vogliamo rivoluzionario, che esse introducono un efficace
strumento per abbassare la barriera di incomunicabilità che
spesso esiste tra, la produzione di cultura, e la sua fruizione
da parte di un pubblico, per fortuna sempre più vasto, dotato di
una sana curiosità.