La Realizzazione


Nell'ambito della mostra "Milites" si è voluta realizzare una ricostruzione virtuale per coinvolgere maggiormente il visitatore nello spirito della mostra e, nel contempo, attrarre l'attenzione sulle potenzialità che le moderne tecnologie informatiche offrono al lavoro di ricerca e di divulgazione.
Sull'onda di questa idea è stato realizzato, con sofisticati computer, un castello ideale liberamente ispirato al castello di
Sanluri. L'obiettivo di questo lavoro è stato la creazione di un modello tridimensionale virtuale che consentisse una visita dinamica ed interattiva del castello, i cui percorsi potessero essere di volta in volta decisi ed effettuati in tempo reale.


Lo studio dei documenti d'epoca



Il processo di realizzazione si è articolato in più fasi successive, cominciando dalla ricerca, acquisizione e studio del materiale iconografico, per l'individuazione delle caratteristiche geometriche e strutturali dell'edificio.


Dal reale al virtuale

Successivamente è stato realizzato il modello geometrico (wireframe) tramite l'utilizzo del programma di grafica tridimensionale AUTOCAD, che attraverso il suo modellatore solido AME (Advanced Modelling Extension), permette la composizione di oggetti complessi per addizione, sottrazione o intersezione di solidi elementari, quali sfere, cilindri e prismi.

L'immagine sopra illustra la costruzione, con l'uso del modellatore,
della volta che sovrasta la Sala dei Cavalieri: da un parallelepipedo
viene sottratto un cilindro opportunamente posizionato.

Questo tipo di approccio al disegno ha consentito di lavorare in maniera più intuitiva poichè, invece di considerare punti e linee come elementi di base del modello, si sono utilizzati volumi e superfici, assai più adatti alla elaborazione di forme solide tridimensionali.
La
workstation utilizzata per questa prima parte è stata un computer Silicon Graphics Indigo 2 dotato di un processore MIPS R5000 a 150 Mhz e di 96 Mbyte di memoria RAM.

Il disegno prende corpo

Non essendo i dati generati dal programma di disegno immediatamente adattabili alla navigazione virtuale, è stato necessario convertirli in un formato che ne assicurasse la piena compatibilità con i programmi utilizzati per le elaborazioni successive.

Un computer Silicon Graphics Onyx InfiniteReality equipaggiato con ben quattro processori MIPS R10000 ed 1 Gigabyte di memoria RAM, attualmente la più potente stazione grafica sul mercato, e' stata la nostra seconda postazione. Questo elaboratore è servito per "vestire" il castello e per collaudare la navigazione nello spazio che si andava creando mano a mano che il progetto evolveva. L'utilizzo di una macchina così potente, si è reso necessario data la complessità raggiunta, stimabile in oltre 100.000 poligoni, il cui calcolo in tempo reale non avrebbe consentito a computer meno capaci di fornire la necessaria fluidità di movimento.

La texture ricopre i volumi

Per creare l'effetto "realtà " sono state realizzate fotografie di varie superfici, quali muri, pietre e vari tipi di legno, che sono state digitalizzate per mezzo di uno scanner a colori e quindi archiviate in formato opportuno. Le immagini così create (texture) hanno necessitato di una ulteriore fase di elaborazione con un programma di fotoritocco, per essere adattate alle singole esigenze. Nell'ultima fase sono state "incollate" le texture ottenute sulle diverse superfici del castello. Questa operazione di sovrapposizione è stata eseguita con il programma WebspaceAuthor(SGI) ed altri software di supporto.

La figura mostra un oggetto del castello come si presenta
all'inizio ed alla fine di questa fase.


Il cammino verso la realtà virtuale è dovuto passare infine attraverso la creazione dell'ambiente circostante l'edificio e l'opportuna applicazione di luci che, generando le ombre, rendessero il tutto ulteriormente verosimile.


È indubbio che la disponibilità e l'uso delle tecnologie più recenti offra nuovi e proficui scenari ai vari campi delle ricerca, ma non va trascurato il fatto, anch'esso nuovo e se vogliamo rivoluzionario, che esse introducono un efficace strumento per abbassare la barriera di incomunicabilità che spesso esiste tra, la produzione di cultura, e la sua fruizione da parte di un pubblico, per fortuna sempre più vasto, dotato di una sana curiosità.

Gianmauro Cuccuru Corrado Monteverde